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Standard Del CArdinalino PDF Stampa E-mail
Scritto da Bosa   
Mercoledì 30 Giugno 2010 14:13

Scheda CARDINALINO

SCHEDA STANDARD DEL CARDINALINO DEL VENEZUELA  (CARDUELIS CUCULLATUS)

NOMENCLATURE UFFICIALI

ANCESTRALE

Definisce i soggetti ancestrali

BRUNO

Definisce i soggetti, maschi e femmine, mutati bruno (trasmissione ereditaria: legata al sesso)

AGATA

Definisce i soggetti, maschi e femmine, mutati agata (trasmissione ereditaria: legata al sesso)

ISABELLA

Definisce i soggetti, maschi e femmine, mutati isabella (bruno+agata) (trasmissione ereditaria: legata al sesso)

DILUITO S. F.

Definisce i soggetti, maschi e femmine, eterozigoti per la mutazione diluito (trasmissione ereditaria: dominante)

DILUITO D. F.

Definisce i soggetti, maschi e femmine, omozigoti per la mutazione diluito (trasmissione ereditaria: dominante)

TOPAZIO

Definisce i soggetti, maschi e femmine, mutati topazio (trasmissione ereditaria: recessiva)

ALTRE VARIETA’

Definisce i soggetti, maschi e femmine, con nuove mutazioni non standardizzate, ma non combinazioni.

 

EFFETTI DELLE MUTAZIONI

DENOMINAZIONE

ASPETTO FENOTIPICO

SOMIGLIANZE E DIFFERENZE

BRUNO

Tutte le zone normalmente nere diventano marrone scuro (testa di moro).

Uccello che presenta una forte carica di bruno e si differenzia da tutti gli altri per il cambiamento di tutti i colori neri (testa, ali e coda) in bruno testa di moro scuro (opaco). Becco con apice scuro-bruno.

AGATA

Tutte le zone normalmente nere diventano grigio scure di tonalità fredda

Uccello mutante il colore della testa, ali e coda da nero in grigio piombo scuro (opaco). Becco con apice grigio diluito

ISABELLA

Tutte le zone normalmente nere diventano nocciola caldo.

Uccello che per la presenza della combinazione delle due mutazioni bruno + agata presenta le zone nere mutate in un colore beige chiaro con tonalità calda. Becco con apice chiaro leggermente brunastro.

DILUITO S. F.

Tutte le zone normalmente nere diventano grigio scuro con timoniere e remiganti diluite grigio piombo

Uccello in prevalenza tendente all’ancestrale ma con cappuccio della testa invece che  nero grigio scuro. Timoniere e remiganti grigio piombo. Becco con apice nero.

DILUITO D. F.

Tutte le zone normalmente nere diventano grigio chiaro con timoniere e remiganti diluite grigio perla

Uccello con calotta della testa grigio chiara e timoniere e remiganti grigio perla. Becco con apice nero diluito

TOPAZIO

Mutazione autosomica recessiva che fa diventare le zone nere, marroni

Uccello nel quale le zone nere diventano di colore marrone di tonalità calda. Becco chiaro tendente al giallastro.

 

NOTE: Tutte le denominazioni vanno preceduto dal nome Cardinalino del Venezuela. Nel caso di soggetti ancestrali basta solo la denominazione predetta, mentre per le mutazioni occorre scrivere Cardinalino del Venezuela agata (per esempio). Le diciture Diluito semplice fattore e doppio fattore possono essere abbreviate in Diluito S.F. e Diluito D.F.

 

 

Alle mostre ornitologiche non vanno giudicate combinazioni di mutazioni ad eccezione dell’isabella.

STRUTTURA: il Cardinalino del Venezuela è uccello dalla struttura slanciata ed armoniosa nello stesso tempo, con una lunghezza totale di circa cm 10. Il petto è leggermente bombato. La testa deve avere una buona struttura con fronte che stacca sul becco di forma conica, non arcuato, con base larga e ben proporzionato. Una forma del corpo compatta va preferita rispetto ad una filiforme. Di converso una grandezza superiore della taglia, becchi sottili e teste strette vanno penalizzati.

DISEGNO: il Cardinalino del Venezuela è uccello dimorfico è quindi il disegno del maschio è molto diverso da quello della femmina. Nel maschio il colore rosso si estende in tutto il mantello ad eccezione della testa , ali e coda che sono nere. Il rosso del dorso è infiltrato di nero. Il cappuccio della testa, nero, deve avere i margini regolari, non frastagliati e nella sua estensione non deve presentare punte o rientranze e deve essere il più regolare e morbido possibile. Lo stesso non deve essere troppo corto sul collo o presentarsi a “V”. gli altri disegni del maschio, riguardanti ali e coda, sono presenti anche nella femmina. Nelle ali lo specchio lipocromico deve essere quanto più esteso possibile e le “orlature grigie” delle remiganti terziarie devono essere ben evidenti. La femmina ha la testa e la parte superiore grigio scura quanto più ossidato possibile. Il rosso è presente nel codione e nel petto a formare una “U” rovesciata. E’ preferibile una maggiore estensione di questo colore fino al ventre (bianco).

COLORE: i soggetti in questa voce devono presentare il massimo della saturazione nei pigmenti melanici e lipocromici senza però interruzioni dei disegni o interazione di lipocromo o viceversa. Le zone di elezione devono rimanere intatte e quindi, ad esempio, sul dorso della femmina possono apparire delle soffusioni lipocromiche che però vanno penalizzate se in forma eccessiva. Nei maschi fortemente melanizzati possono apparire infiltrazioni di nero anche nel ventre o una schiena eccessivamente nera ed anche questi sono difetti che vanno penalizzati. Il colore rosso deve sempre apparire intenso, uniforme e brillante e non opaco o aranciato. Le zone nere non devono mancare di brillantezza e profondità. Ciò evidenzia sia una cattiva selezione, una possibile intromissione di sangue di altri “spinus” che uno stato di salute non ottimale. Nelle mutazioni va sempre, comunque, ricercata la massima saturazione dei pigmenti lipocromici e melanici. Ne consegue che specie nei soggetti con più forte riduzione melanica (come l’isabella) il rosso non deve andare ad inquinare la testa del maschio o il dorso della femmina. Le zone di elezione devono restare intatte e pur presentadosi in colori diversi devono restare circoscritte e precise come nell’ancestrale.

PIUMAGGIO: serico, liscio aderente e completo. Lo stesso è morbido e non deve mai essere staccato eccessivamente dal corpo, spaccato nel dorso, sbuffante nei fianchi o con “cravatta” nel petto. Un piumaggio troppo corto può non coprire in modo adeguato l’uccello e quindi darà luogo a penalizzazione. Così come piumaggio giovanile o penne in crescita.

PORTAMENTO: il Cardinalino del Venezuela è uccello vivace, allegro, scattante ma non di indole selvatica, che si muove continuamente da un posatorio all’altro della gabbia abbassando la linea del corpo al di sotto dei 45°. Un comportamento sonnacchioso o rilassato (con ali cadenti) va penalizzato, così come le eventuali zampe allungate e comunque non parallele.

CONDIZIONI GENERALI: zampe e becco devono presentarsi pulite e non scagliate, il piumaggio non deve essere sporco o spezzato e non si devono evidenziare difetti irreversibili. Il becco non deve presentare scaglie o la parte superiore più lunga dell’inferiore. Gli occhi devono essere rotondi e ben aperti. Qualsiasi difetto irreversibile da luogo al non giudizio del soggetto.

PRINCIPALI DIFETTI:

Struttura: taglia superiore ai 10 cm., corpo troppo esile e troppo allungato, testa piatta o piccola e sproporzionata rispetto al corpo, ecc.

Disegno: cappuccio corto o a “V”, contorni irregolari dei disegni, forma non regolare degli stessi, zone inferiori e codione infiltrate di melanina, testa poco ossidata, ecc.

Colore: troppo slavato ma anche troppo scuro, mancanza di brillantezza nel colore di fondo, colore rosso aranciato, presenza eccessiva di brinature, ecc.

Piumaggio: troppo rado o corto, in crescita, non regolare, giovanile, ecc.

Portamento: troppo statico o troppo selvatico, non perfetta presa del posatoio, giro della testa, stazionamento eccessivo a terra, ecc.

Condizioni generali: penne spezzate, piumaggio, zampe, becco ed anellino sporchi, unghie lunghe, becco scagliato e zampe scagliose, ecc.

 
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Scritto da Administrator   
Sabato 07 Luglio 2007 09:54

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Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Novembre 2007 12:10
 
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Novembre 2007 23:02
 
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